giovedì 15 ottobre 2009
Musa di Nessuno
Sarebbe bello essere la musa che ispira e rapisce, che incanta e tormenta l'animo di chi scrive note per te.
A tutte le donne che sono Muse di Nessuno (tanto per citare un altro gruppo italiano ^_____^)
Musa - Marlene Kuntz
E' una questione di qualità:
la tua presenza,
rassicurante e ipnotica
mi affascina
e gioca col mio senno
e ne lascia ben poche briciole.
E io amo darlo a te,
o amabile
custode degli sguardi che
ti dedico
fra lo sragionamento e l'estasi
degli amplessi magnifici.
Perchè tu sai come farmi uscire da me,
dalla gabbia dorata della mia lucidità;
e non voglio sapere quando, come e perchè
questa meraviglia alla sua fine arriverà.
(x 2)
(Musa: ispirami
Musa: proteggimi
Ogni ora)
Mi strega e mi rapisce
la tua giovane
saggezza incomparabile
che ossequirò
e l'eleganza di ogni tua
intenzione è incantevole.
E quando ti congiungi a me
sai essere
deliziosamente spinta
e indocile,
coltivando le tue bramosie
sulle mie avidità.
Perchè tu sai come farmi uscire da me,
dalla gabbia dorata della mia lucidità;
non voglio sapere quando, come e perchè
questa meraviglia alla sua fine arriverà.
(x 2)
Perchè tu sai come prenderti il bello di me
mettendo a riposo la mia irritabilità;
Non voglio sapere come riesci e perchè.
E' una meraviglia, e finchè dura ne godremo insieme.
Insieme
Insieme
Ne godremo insieme
(Musa: ispirami
Musa: proteggimi
Musa: conducimi
Musa: adorami
Musa: noi ne godremo insieme)
Voglio aver bisogno di te come di acqua confortevole.
Vuoi aver bisogno di me? Troverai terreno fertile.
Affilata come la Linearità
Già, è sempre tutto più semplice di ciò che pensiamo. Il rasoio di Ockham non è solo un principio che indica il metodo, ma è anche una verità che il più delle volte ci sfugge.
Siamo noi a complicarci la vita, per il puro gusto di farlo. Parla una che deve distruggere ogni relazione che mette in piedi, e che qualsiasi cosa inizia già fa' schifo per il solo fatto che è lei a farla. Pensa te, direte voi. Ma è così, e ci peggioriamo la vita nei modi peggiori anche nelle più piccole cose. Ci affligiamo quando non dovremmo, ci guardiamo allo specchio ed ingrandiamo a dismisura quelle uniche tre cose che non ci piacciono, possano essere persino i lobi dell'orecchio o il secondo dito del piede, ci demoralizziamo per le cose più sciocche e finiamo col rovinarci il gioco da soli. Ma non è questo il punto.
Tendiamo, in breve, a voler complicare ogni cosa, non ci piacciono le cose se non sono ingarbugliate come desideriamo noi, bizzarri esseri umani. Questo non solo nei problemi, oh no. Oltre a volere problemi contorni, intricati, stressanti ed odiosi (forse a te non sembra di volerli, ed ogni volta che ti capitano ti chiedi "perchè proprio a me?" ma è così: incosciamente li vogliamo tutti) le spiegazioni, gli scioglimenti di questi problemi devono essere complicati anch'essi. Non ci divertiremmo abbastanza, vi pare?! Già, perchè come ho detto prima, anche se non lo pensiamo, in realtà i problemi più strani e snervanti è come se ce li andassimo a cercare. Ci piacciono troppo; senza complicazioni, piagnistei vari, difficoltà e rogne quanto sarebbe noiosa la vita! Tutto il tempo a non far niente e a divertirsi spensieratamente. Che barba! Ma fatemi il piacere. Il nostro problema, penso dell' Uomo in generale, è che non riusciamo a farne a meno.
E' come una dose di droga giornaliera; dobbiamo averne sempre di più. Più seccature, più preoccupazioni, ancora di più, più difficoltà. Ed ecco che arrivano le ulcere gastriche! Un videogioco da cui siamo dipendenti: andiamo avanti di livello in livello e non ci conquista se non salgono anche le difficoltà. Di conseguenza anche le soluzioni, l'espediente per uscirne. Invece di una schematizzazione lineare e semplice, usiamo solamente schemi contorti in cui non riusciamo a fare a meno di cadere. Una trappola fatta di incognite, varianti, enigmi e interrogativi. Un po' come la matematica applicata. E' una malattia cronica che non possiamo estirpare dalla nostra vita; senza sarebbe tutto più semplice..
Come dice Ockham, poi, la spiegazione più semplice non è solo quella che ci complicherebbe meno la vita, ma è anche, a parità di fattori, quella che tende a essere esatta. Certo, non c'è da fidarsi delle statistiche perchè come diceva Bukowski "un uomo con i piedi nel congelatore e la testa nel forno acceso STATISTICAMENTE ha una temperatura media". Neanche lui nutriva tanta fiducia. E' pur sempre vero che le probabilità sono alte, e a volte le chiare, semplici, accessibili soluzioni ai problemi che affannano il nostro quotidiano sono le migliori.

Leonardo Sciascia scrisse: "Che a vederle, le cose si semplificano: e noi abbiamo invece bisogno di complicarle, di farne complicate analisi, di trovarne complicate cause, ragioni, giustificazioni. Ed ecco che a vederle non ne hanno più; e a soffrirle, ancora di meno."
martedì 14 aprile 2009
Regrets
Ce lo insegna la mamma con il "non versare lacrime di coccodrillo" che non bisogna piangere sul latte versato. Ma quando quel latte è inchiostro, una macchia indelebile, impossibile da togliere, una lettera scarlatta che risplende appesa ai nostri colli? Cosa si può se oramai il passato è andato, via, fuggito dietro le nostre spalle come solo del tempo che vuole essere catturato può fare? Perchè si sa' che i momenti che si rivogliono e gli attimi che vorresti non finissero mai, sembrano sempre correre più veloce del resto..
La mia soluzione era, volevo che fosse almeno, "non guardarti mai indietro". Se non ti penti delle tue azioni, nè dei tuoi sbagli, come puoi piangere su una cosa avvenuta e di cui non si può cambiare il percorso? La mia filosofia era, in poche parole, di non pentirmi dei miei errori, ma andare avanti e imparare da questi.
Ma è proprio questo il problema. A volte si incappa in incidenti, sbagli, che non volevi accadessero mai. O peggio ancora, che in quel momento bramavi più di ogni altra cosa, che desideravi ardentemente... Ma poi, ottenuto quell'attimo fuggente così tanto agoniato, non solo ti senti vuoto, ma anche pentito. Vuoto perchè si sa' che ottunuto l'oggetto del proprio desiderio, o anche una vendetta troppe volte sperata, dopo ci si sente male, senza un obiettivo, quel qualcosa da volere che mancava. Fin troppo appagati, ecco; anche se così sembra quasi una cosa positiva. Però c'è sempre qualcosa, dopo, che si bramerà di più. Per il pentimento, invece, a volte non c'è proprio soluzione. Come fai a cambiare ciò che è stato?! Puoi rimediare, certo, ma non sarà mai davvero lo stesso. Questo fa' paura. Ecco perchè in preda al pentimento si può provare terrore.
In ogni caso fino a un po' di tempo fa', la mia regola di non guardare mai oltre le proprie spalle funzionava come una macchina ben oliata. Ma... C'è sempre un "ma" in queste storie. Ma non è andata come avrei voluto. O meglio, in quel momento lo volevo, eccome se lo volevo, e poi il rammarico per l'azione commessa ha oscurato tutto il resto.
Quell'attimo, quel singolo momento, se lo desideravo così tanto, perchè pentirmi? Eppure mi sono fermata, per un solo secondo mi sono soffermata a pensare. Già, però ho continuato. Quindi, se lo volevo così tanto -tralasciando l'attimo di esitazione- perchè ora dovrei sentirmi così? Il rimorso è una bestia divora carne che non ho mai voluto conoscere, ecco perchè quella regola autoimposta. E adesso divento un coccodrillo che dopo aver mangiato con tanta avidità piango la preda inghiottita?
No, mai. Dopo questi miei pensieri, volti al compianto di ciò che ho fatto, che sono stati sprecati per una persona che non ne ha... Non lo farò mai più.
E non mi importa se per un attimo mi sono detta "Aspetta, forse..". Non mi interessa se ho continuato, non mi importa fino a dove mi sono potuta spingere o quale limite ho varcato.

Non, rien de rien
Non, je ne regrette rien.
Ni le bien, qu'on ma fait
Ni le mal tout ça m'est bien égal!
Non, rien de rien
Non, je ne regrette rien.
C'est payé, balayé, oublié,
je me fous du passé!
Avec mes souvenirs,
j'ai allumé le feu,
mes chagrins, mes plaisirs,
je n'ai plus besoin deux!
Balayés les amours,
et tous leurs trémolos,
balayés pour toujours,
je repars à zéro.
Non, rien de rien
Non, je ne regrette rien.
Car ma vie, car mes joies,
aujourd'huiça commence avec toi!
Una volta Edward Bulwer-Lytton disse che "Il rimorso è come vedere il cielo ed essere all'inferno." E non c'è niente di più vero.
lunedì 16 febbraio 2009
Crescendo
Sai, si cresce, anche controvoglia..
E sarai già andato via, oltre la soglia
Si impara ad apprezzare l'amaro
e quel gusto che resta sul palato
Ed ogni ferita è un altro mattone
a quel muro di calce e amore
Sai, si cresce, prima o poi succede
E diventerai solo neve
Si capisce quanto è buono il vino
che ti inebria e rende rosso il viso
Ed ogni pugnalata che stavolta dai
è per ogni cicatrice che hai
Sai, si cresce, questo diventerà concreto
E a quel punto svelerò il tuo segreto
Si conosce quanto è buono il dolore
solo quando si crede nella guarigione
Ed ogni volta che stringi ancora più forte
capisco quant'è difficile la morte
Sai, si cresce, nel bene e nel male
E l'alba che ti vuole sa' di sale
Si dice che devi vivere con ciò che capita
ma saprai che il destino è una pillola addolcita
Ed ogni lettera che bruci
erano tutto ciò che davi, per tutti quei baci
Adesso riprenditi
l'infanzia
la grazia
Continua ad andare avanti
e scegli la strada che ti si para dinanzi
Matura e sboccia, piccolo fiore,
e non ti dispiacere
poichè ogni cosa muore
"Da piccolo qualunque cosa ti può rapire: le bolle di sapone o l'arcobaleno creato da uno spruzzatore su un prato appena rasato; forse crescere significa che diventa sempre più difficile farsi rapire e portare in quel luogo d'incanto. L'unico caso in cui leggo negli occhi degli adulti la stessa emozione è quando si innamorano per la prima volta." (Dal telefilm "Taken")
domenica 8 febbraio 2009
L'Amore è da dimenticare
Amore Perduto
(Dedicata a Rossa)
Hai lo sguardo perso, piccola,
in un passato che non puoi dire più presente
La pace del corpo la raggiungerai
con quella dello spirito
Ecco perchè il cuore fa' male
quel tuo amore che hai tanto sofferto
Alfred Tennyson una volta disse: "È preferibile l'aver amato e aver perso l'amore al non aver amato affatto."
venerdì 6 febbraio 2009
Grazie...
Ti devo un Addio, ma non riesco a dirtelo.
Ti devo un Grazie, e ti dedico una canzone.
Thank You - Alanis Morissette
How about getting off of these antibiotics?
How about stopping eating when I'm filled up?
How about them transparent dangling carrots?
How about that ever elusive kudo?
Thank you India
Thank you terror
Thank you disillusionment
Thank you frailty
Thank you consequence
Thank you thank you silence
How about me not blaming you for everything?
How about me enjoying the moment for once?
How about how good it feels to finally forgive you?
How about grieving it all one at a time?
Thank you India
Thank you terror
Thank you disillusionment
Thank you frailty
Thank you consequence
Thank you thank you silence
The moment I let go of it was
The moment I got more than I could handle
The moment I jumped off of it was
The moment I touched down
How about no longer being masochistic?
How about remembering your divinity?
How about unabashedly bawling your eyes out?
How about not equating death with stopping?
Thank you India
Thank you providence
Thank you disillusionment
Thank you nothingness
Thank you clarity
Thank you thank you silence

**Traduzione (fatta dalla sottoscritta)** [Nota: "How About" si può tradurre in diversi modi]
Che ne pensi di smettere di prendere questi antibiotici?
Cosa dici di smettere di mangiare quando mi sento piena?
Cosa dici di queste trasparenti e penzolanti carote? [non l'ho capita, questa :S]
Che ne pensi di questo sempre elusivo kudo?
Grazie India
Grazie terrore
Grazie disillusione
Grazie fragilità
Grazie conseguenze
Grazie, grazie, silenzio
E se smettessi di incolparti di tutto?
E se per una volta godessi del momento?
Che ne dici di quanto mi fa' sentire bene il perdonarti, finalmente?
Che ne pensi se piangessimo tutto uno alla volta?
Grazie India
Grazie terrore
Grazie disillusione
Grazie fragilità
Grazie conseguenze
Grazie, grazie, silenzio
Il momento in cui ho mollato è stato quando
avevo troppo fra le mani
Il momento in cui sono saltata
è stato quando ho toccato terra
E se smettessi di essere masochista?
E se ricordassi la tua divinità?
Che ne dici se piangessi ininterrottamente e imperterrita fino a farmi "cadere" gli occhi?
E se non equiparassi la morte con il finire qualcosa?
Grazie India
Grazie provvidenza
Grazie disillusione
Grazie nulla
Grazie chiarezza
Grazie, grazie, silenzio!
Carrie pensò: "È così finita tra noi che dovrebbero inventare un'altra parola per dirlo."
mercoledì 4 febbraio 2009
Un atto senza nome

Io non voglio essere marionetta nè burattinaio
I versi scritti di mio pugno
IncuBis
cerco di afferrare quell'incomprensibile bianconiglio.
lunedì 1 dicembre 2008
Incubi Notturni
(Paco Ignacio Taibo II)

martedì 9 settembre 2008
Coraggio
Coraggio di osare, di sbagliare per poter imparare, coraggio di ascoltare, coraggio di lasciare e lasciarsi andare. Coraggio di ricordare senza rimpianti e di dimenticare ciò che deve essere scordato. Coraggio di affrontare i propri sentimenti, senza la paura di una vecchia ferita. Coraggio di affrontare ogni situazione della vita, coraggio di lanciarsi nel vuoto, senza sapere di che cosa è fatto il fondo. Coraggio di esporsi, coraggio di amare e lasciarsi amare senza paura di soffrire ancora una volta. Coraggio di uscire dalla noia, dall'abitudine e dalla solitudine che ci sottrae dal mondo. Coraggio di non pensare sempre al peggio, nella paura di esser delusi. Coraggio di far fronte a situazioni in cui si ha anche qualcosa da perdere, coraggio di sperare e di avere un po' d'ottimismo, senza pensare che andrà male anche stavolta.
Non bisogna aver paura di aver coraggio...
Se non avrai mai il coraggio di saltare, non potrai mai sentire il brivido del lancio e la sensazione fantastica dell'aria e dell'acqua sulla pelle..
Johann Christoph Friedrich von Schiller uno volta scrisse: "Chi non osa nulla, non speri in nulla."
martedì 29 luglio 2008
Regole di Vita
Regola n°1
Non sai mai chi puoi incontrare e dove, nè quello che può succedere; quindi sii sempre preparata.
Regola n°2
Mai guardarsi indietro. I ricordi sono belli e le esperienze fatte ti insegnano indubbiamente qualcosa, ma il passato non può e non deve condizionarti nel presente. Il passato è passato, ha importanza ciò che è stato?
Regola n°3
"Volere è potere". Sii determinata a ottenere sempre ciò che vuoi.
Regola n°4
Niente e nessuno può influenzare ciò che pensi. Nessuno ti può dire cosa fare, nè farti pressione. Tu sei tu, e nessuno può importi qualcosa, nè cambiarti contro la tua volontà.
Regola n°5
Cerca di non restare troppo tempo nel dubbio. Fai una scelta e spera che sia quella giusta.
Regola n°6
Nel bene o nel male, le persone non sono mai come sembrano. Dai sempre a tutte una seconda occasione, e ricorda che la prima impressione che hai avuto può essere quella sbagliata.
Regola n°7
Non mentire mai e dì sempre ciò che pensi. (Tanto è inutile dirlo, perchè non ci riesco proprio a mentire e essere falsa)
Regola n°8
Sei fatta così, non c'è niente da fare. Non tentare di cambiare te stessa.
Un proverbio popolare recita: "Un buon principio va sempre a buon fine".
sabato 12 luglio 2008
Articolo alla Carrie n°2, Amici e Fidanzati
Molto spesso mi sono ritrovata a pensare sull'argomento "prima amici, poi fidanzati", su chi ha un legame d'amicizia con una persona e poi si ritrova a essere il suo fidanzato. Un bel po' di gente che conosco si è messa insieme a una persona che prima considerava soltanto come un' amica.
Questo quesito, per niente elementare, mi ha portato a pormi diverse domande.
Se prima si è amici e poi ci si mette assieme, vuol dire che uno dei due provava, durante il periodo in cui la relazione era solo una di amicizia, qualcosa per l'altro. Questo significa che l'amicizia non è mai stata sincera?
Il fidanzamento fra due persone che erano amici, fa' si che la relazione duri di più o di meno di una normale storia standard?
E quando succede il contrario? Si riesce davvero a essere amici dopo esser stati insieme? Dopo aver donato il proprio amore all'altro, dopo essere stati molto vicini e intimi, si può essere amici senza ricaderci?
Qual' è dei due status ("amici" e "fidanzati") quello di livello maggiore? Quando si passa dal fidanzamento all'amicizia è scendere un gradino della scala o è il contrario?
In fondo si dice che si passa dall'essere fidanzati a essere solo o semplicemente degli amici... Ma non è con l'amico che sei davvero te stesso? Non è con lui che sei realmente intimo, mentalmente parlando?
L'amicizia fra uomini e donne esiste davvero? O è solo una favoletta per far credere al proprio amico che non si è interessati a lui, quando invece è così?
Si offre la propria amicizia a una persona dell' altro sesso perché si vuole qualcosa di più? E per opposto, si offre la propria amicizia ad un ex per avere qualcosa di meno? Perché si sa' che, in realtà, non si riuscirà mai davvero a essere amici della propria ex-fiamma, questo infatti significa che ti dovrebbe raccontarti di tutti i partner che vengono dopo di te; a nessuno farebbe piacere sentire la propria ex che parla del suo nuovo, stupendo fidanzato, e viceversa.
Ho dovuto "fare diverse ricerche" per rispondere a queste domande che mi attanagliavano ogni volta che riprendevo a pensare a questo argomento.
La risposta alla prima domanda è una delle più complicate. Se da una parte dell'amicizia, c'è un interesse per l'altro, ben diverso dal semplice sentimento di fratellanza e simpatia, è ovvio che l'amicizia non è stata del tutto sincera e veritiera, anche perché l'amico interessato all'altro gli nasconde qualcosa e ha voluto la sua amicizia per avere qualcosa di più, una cosa un alquanto subdola. Rispondendo a un' altra domanda dico che si può offrire amicizia a una persona dell'altro sesso non volendo ottenere per forza qualcosa di più, sperando che si verifichi quel momento "magico" in cui, in pochi secondi, la relazione cambia. Ma è universalmente vero che si offre amicizia a un proprio ex per avere e sostenere un' amicizia meno "faticosa" del normale.
La domanda che mi ha dato più grattacapi è stata quella su quale sia fra "amici" e "fidanzati" quello di livello maggiore, per così dire. Quale sarà il più vero e sincero, il più intimo e reale fra i due rapporti?
Si può dire che in un' amicizia sia meno costellata di bugie, o almeno dovrebbe essere così, e che sia meno "intima" in quanto a rapporto fisico (sono pochi gli amici che si baciano e fanno sesso...ma comunque in quel caso non sono amici, no?). Non dico che una relazione amorosa sia piena di bugie, ma si tendono ad omettere molte più cose al proprio partner...all'amico puoi dire ogni cosa.
Secondo me esiste davvero l'amicizia fra due persone di sesso diverso, ma come ho letto in un libro molto tempo fa' "la vera amicizia fra due persone di sesso opposto esiste solo nella reciproca repulsione sessuale", infatti come dicevo prima essa non è vera se il nostro amico ci attrae.
Molti, riguardo alla durata delle storie con quelli che prima si erano considerati amici, mi hanno detto, forse per farmi un favore, per tirarmi su il morale, che le relazioni tendono a durare di meno del normale perché "oramai ci si è già detti tutto" (Sic! Lorenzo D'amato). Sarà davvero così? La relazione in questo caso non è più intima del normale, proprio perché si è stati amici? A questa domanda non ho ancora risposta, ci sono troppe variabili in gioco, che possono cambiare i risultati.
Però, comunque, si deve essere stati amici veri, e che poi, per caso, qualcosa, inaspettatamente, deve essere cambiata facendo mutare la situazione in questo modo; un risultato che deve essere per entrambi inaspettato.
...In ogni caso nonostante quanto io ci abbia pensato sopra mi restano ancora parecchi dubbi, più risposte trovo più mi sorgono altre domande a cui trovare una risposta, e va' a finire che vengo sommersa da punti interrogativi... ma la mia ricerca non finisce qua XD
Françoise d'Aubigné de Maintenon ha detto: "C'è un'importante differenza tra l'amore e l'amicizia. Mentre il primo delizia tra gli estremi e gli opposti, il secondo richiede parità."
mercoledì 2 luglio 2008
Articolo alla Carrie n°1, L'infelicità

Tutti sono infelici. La felicità, al contrario dell'infelicità, è breve, perchè tutti prima o poi si ricordano il motivo per cui prima di sentirsi felici erano tristi. Tutti, ripeto, hanno sempre almeno un motivo per essere di malumore, e per quante cose possano andare bene, se ce ne è una sola che non va', quell'unica piccola cosa, che messa al confronto di tutte le altre cose positive è insignificante, è capace di oscurare totalmente la nostra vita. Ovviamente ci sono persone che non ne hanno solo una di cosa che va' storta (e la sottoscritta si include in questa vasta gamma di persone sfigate), ma magari ne hanno di più, di varie grandezze e intensità.
Tutti noi sappiamo benissimo che più i problemi si accumulano, più una volta che ne arriva uno nuovo ad accatastarsi insieme agli altri ci sembra più grosso di quello che è, per il semplice fatto che è -magari l'ennesimo- numero sulla nostra lista di complicazioni e motivazioni per essere infelici e moralmente distrutti.
Si dice che il tempo guarisca ogni cosa, ma sembra che fa' anche ingrandire ogni problema perchè più passa il tempo più noi ci sentiamo sempre più infelici, per il semplice fatto che si è infelici e si tende a vedere qualsiasi cosa più nera di quanto in realtà sia, per il motivo che ho accennato prima.
I problemi che ci affliggono sembrano sempre più gravi di quelli degli altri (con alcune eccezioni ovviamente) solo perchè sono i nostri di problemi, e ce li dobbiamo sbrogliare da soli.
Sappiamo benissimo, nei notri sporadici momenti di lucidità, che i nostri problemi sono piccoli, che c'è gente che sta messa molto peggio di noi, sul piano fisico e morale; gente che non ha di che vivere e mangiare, che ha perso qualcuno che amava da poco e via discorrendo.
La cosa peggiore è ovviamente quando sappiamo per certo, in questi momenti, che stiamo davvero messi male, e che i nostri problemi sono davvero insormontabili o complicati come pensiamo. Questi momenti di lucidità, aimhè, spariscono, facendoci ricadere le volte in uno stato di avvilimento in cui non pensiamo a come venire a capo dei nostri problemi, ma solo che non ci sia un mezzo per farlo.
Bisogna stare attenti sopratutto quando si pensa "bhè, peggio di così non può andare", come sapeva Murphy, o "potrebbe andare peggio", come disse Igor in Frankenstein Junior, perchè è proprio in quel momento che tutto rovina in modo disastroso; in pratica bisogna pensare solo a come far andare meglio le cose. Questa è la prima regola.
La seconda è: non demoralizzarti. Almeno non del tutto. Cerca di sperare, spera di sperare. Perchè se anche la più vana speranza svanisce è il momento da suicidio! Cerca sempre di pensare che i problemi si possono risolvere, sempre.
La terza, e più importante regola è: se tenti e non riesci, gli amici sono la tua salvezza, il proprio salvagente personale. Sono quelli che ti trainano in salvo quando vedono che stai cadendo.
Ma ora sto divagando.
Dopo aver elencato le regole per sopravvivere alla malinconia che ci assale e ci segue, ritorniamo al tema principale dell'articolo, spezzando una lancia in favore dell'infelicità. Infatti essa non è sempre negativa, si possono trovare anche aspetti positivi. Ci fa' apprezzare i momenti in cui siamo felici, che però, come ho accennato all'inizio, sono effimeri, e ci può aiutare, come ha fatto con Proust, a ispirarci e a scrivere grandi testi che ora sono conosciuti e ricordati da tutti. Questo non significa che se non avete l'ispirazione a scrivere dovete iniziare a pensare a tutto quel che non va' e non vi piace della vostra vita, nella speranza di riuscire a scivere ed esser ricordato come lo è oggi Proust, perchè potreste perdere del tutto sia l'ispirazione che la voglia di vivere.
Per concludere vorrei citare alcuni aforismi che mi son piaciuti davvero sulla tristezza e l'infelicità che ho trovato navigando qua e la'.
- Come è nobile chi, col cuore triste, vuol cantare ugualmente un canto felice, tra cuori felici. (Kahlil Gibran)
- Di solito gli uomini quando sono tristi non fanno niente: si limitano a piangere sulla propria situazione. Ma quando si arrabbiano, allora si danno da fare per cambiare le cose. (Malcom X)
- È uno strano destino quello della malinconia. Prende anche se hai tutto. Il viso non mostra segni di sofferenza: è meglio una febbre che costringe a rimanere a letto malati. Se sei triste e stai soffrendo, dentro, nessuno capisce, nessuno ti crede; tutti pensano che sia un posa, uno strano modo di mettersi in mostra. (Romano Battaglia)
- L'infelicità deve essere commisurata non tanto al male in sé, quanto al carattere di chi soffre. (Joseph Addison)
- L'uomo coltiva la propria infelicità per avere il gusto di combatterla a piccole dosi. Essere sempre infelici, ma non troppo, è condizione sine qua non di piccole e intermittenti felicità. (Eugenio Montale)
Al prossimo post, gente....
martedì 24 giugno 2008
Una perla di saggezza

domenica 22 giugno 2008
Le ali spezzate, Khalil Gibran
mercoledì 9 aprile 2008
Se Fossi...
-Un numero: Il sette
-Un momento della giornata: La mezzanotte (quando finisce un giorno e ne incomincia un altro)
-Un colore: Il nero
-Un mese: Sarei un mese in cui fa' molto freddo, dicembre o gennaio
-Un fiore: Il tulipano
-Una pianta: Il glicine (amo il suo profumo!)
-Un albero: Il salice piangente
-Un frutto: Una mora (vado pazza per i frutti di bosco)
-Un ortaggio: Una carota
-Un piatto (in generale): La lasagna
-Un primo: La pasta "alla George"
-Un secondo: Una bistecca al sangue
-Un dessert: La torta ricotta e cioccolato
-Un alimento: Sarei la mozzarella
-Un oggetto: Un' enciclopedia
-Un fenomeno atmosferico: Sarei l'Aurora Boreale
-Un' animale: Un pipistrello
-Un serpente: La bitis gabonica
-Un pianeta: Saturno ((per flavia: guarda che il sole è una stella, non un pianeta! XD))
-Una costellazione: Quella del leone
-Una stella: Sarei la stessa Pistola (è situata a 25.000 anni luce da noi. Con il suo guscio esterno raggiunge un diametro di 4 anni luce, più o meno la distanza che c'è tra il Sole e la stella a lui più vicina. Si trova nella costellazione del Saggittario)
-Un organo del corpo umano: Il cervello (è lui in realtà che ci fa' provare quelle cose che chiamiamo sentimenti -non il cuore, che pompa sangue in tutto il corpo- ed affascinante e complicato... almeno nelle donne)
-Una pietra: il rubino
-Un canzone: Dance d'Amour dei The 69 Eyes (mi fa venire i brividi!)
-Un cantante: Steven Tyler, degli Aerosmith (ha 60 anni e rotti ed è ancora un figo da paura...)
-Un film: Il favoloso Mondo di Amelie (il primo film di cui mi sono innamorata)
-Un personaggio dei cartoni animati: Sarei "Daria" (dell'omonima serie di Mtv... il suo humor nero e il suo cinismo mi fanno impazzire!)
-Un fumetto: Dylan Dog -come genere-, e Julie -come personaggio- (è la protagonista dell'omonimo fumetto)
-Una macchina: Chrysler PT Cruiser nera opaca
-Un accessorio: Sarei un anello
-Un epoca storica: Il '68
Prem Rawat una volta ha detto: "E in questo viaggio, se non potessi conoscere altro che ciò che è in me, ne sarei felice e sarebbe valsa la pena di essere nato."
giovedì 28 febbraio 2008
Viva San Valentino!
ci tengo quindi ad augurare S.Valentino.... in un modo particolare:
UN BUON TRUCULENTO S.VALENTINO A TUTTI, SPECIALMENTE AGLI INNAMORATI!
CHE POSSANO TUTTI MORIRE DALLE RISATE!
George Farquhar ha detto: "I soldi sono la forza dell'amore, come della guerra"
martedì 26 febbraio 2008
Categoria di uomini: I COGLIONI
Oltre a essere degli uomini (cosa che già di per sè è solo da compatire) hanno anche l'aggravante, e la sventura, di essere degli emeriti imbecilli. Solitamente sono truzzi e hanno la (del tutto errata) convinzione di essere i più belli e i migliori, cose che non sono mai vere.
Per loro il cervello è solo un accessorio, di cui sfortunatamente non sono forniti. Il deficiente che ha costruito la categoria dei coglioni o era dislessico o ha saltato quelche lezione alle scuole serali; fatto sta che si è lasciato qualche pezzo indietro durante la costruzione.
Ci sono due sottogruppi in questa, per sfortuna, grande categoria: i coglioni capobranco e i coglioni pecorelle...
I primi, si capisce dalla definizione, sono i capogruppi, quelli che tutti seguono, i secondi sono quelli che vengono portati a spasso come cagnolini... Non so' quale fra le due categorie sia la peggiore: i primi si sentono più importanti, ma i secondi gli danno anche ragione!
[Mi sento come un minerologo: analizzo cose inutili e che non pensano; e lo faccio anche in modo minuzioso. anche se credo che questo sia un insulto a minerali..]
Ritornando ai miei "studi"... I coglioni sono accompagnati da una serie di ragazze svampite, oltre che troie e truzze, che si credono le più fiche del bigoncio (se non sai che cos'è un bigoncio, guarda sul vocabolario e capirai la "battuta"). Truccatissime e firmate fino alle mutande, non perdono di vista un secondo lo specchio, nè la bilancia. anche se la maggior parte di queste hanno la trippa che straborda dai pantaloni, fino a coprire la cintura di paillettes, e l'unico motivo per cui i maschi del loro 'branco' se le cagano e perchè la danno via come se non fosse loro (a quanto pare fanno la svendita)... Anche essendo trippone e orrende si credono bellissime; sinceramente non capisco cosa vedano i loro occhi quando si guardano allo specchio. probabilmente questa categoria ha una lesione molto seria alla retina.
Per le persone di questa categoria (maschi e femmine che siano) provo solo disprezzo e pena. Disprezzo, perchè mi fanno schifo; sono narcisiste e si sentono superiori, quando meriterebbero di leccarci soltanto i piedi. Pena, perchè sono stupide, hanno solo due neuroni che girano a targhe alterne, e il lavoro che toccherà loro sarà al massimo quello del lavacessi.
Ho sempre ammonito Cristian per la sua superbia, ma lui si sente superiore al resto del mondo... Io soltanto a questa sottospecie di homo sapiens.
Riflettendo devo dire che sono molto socievole, ma con questo genere di persone non riesco propio a legare. Probabilmente perchè non riuscirei mai a farci una conversazione. Mi capita di essere davvero stronza con questi idioti, molte delle persone che conosco li sopportano o li ignorano; io ci provo, ma vi posso assicurare che è difficile.
...le mie richerche finiscono qui...
Vedrò di postare altre categorie, con meno disprezzo nel "tono della voce"
Fulvia
Albert Einstein ha detto: "La domanda che a volte mi lascia confuso e’: sono pazzo io o sono pazzi gli altri?"
martedì 8 gennaio 2008
La vita è come drink
*************h*a*v*e**a**d*r*i*n*k**o*n**m*e**************
la vita è come un drink.

può essere amara o dolce.
può essere colorata o semplice, con solo una fetta di limone.
puoi berla d'un fiato o farlo lentamente.
può sembrare bella ma fare schifo o viceversa.
puoi amarla e volere che non finisca.
la vita è come un drink. se il bicchiere è bello ma il contenuto fa schifo, tutto il pacchetto fa cagare...
la vita è come un drink.
può essere agitata o mescolata.
può esser complicata o aver bisogno solo di un paio di ingredienti per essere perfetta.
può lasciarti a bocca asciutta o sazio.
puoi non finirla o berla fino all'ultima goccia .
può essere ghiacciata o flambè.
un margarita o un rose?
un bellini o un cuba libre?
un daiquiri o un mojito?
...bevi...
Fulvia
Ernst Bloch ha detto: "Nessuno vive perché lo vuole. Ma una volta che vive lo deve volere"
giovedì 20 dicembre 2007
Buon Natale!
Muioono tutti...Ma lo spirito natalizio c'è!! ^^
